Il dopo Zaia? Vediamo se tocca alla Lega. E lavoriamo alla legge elettorale: sentiremo il Pd
Francesco Filini, responsabile del Programma di FdI, perché a destra non si è ancora trovato un accordo sulle regionali? A sinistra, a fatica, vedi le bizze pugliesi, sono riusciti a presentare tutti e sei i nomi.
Stiamo discutendo, ma non c’è pericolo che il centrodestra non trovi la quadra. Come sempre individueremo i nomi migliori anche nelle tre regioni che mancano.
Salvini ieri mattina diceva: spero che oggi ci siano i candidati, tocca fare in fretta… Ma dal vertice di Palazzo Chigi non è arrivata la fumata bianca. Perché?
Perché probabilmente i leader della coalizione, quindi anche Salvini, stanno ancora cercando la migliore soluzione possibile. Tutti auspichiamo che si trovi quanto prima per partire con la campagna elettorale, ma il centrodestra sarà unito, è una formula ben rodata».
Il Veneto rimarrà alla Lega con Alberto Stefani?
Si vedrà, se ne sta discutendo a livello di leader. Nei prossimi giorni vedremo come finirà questa partita.
La Campania spetta a FdI. La corsa è complicata. Pensate più a un profilo civico o a un politico?
Si stanno valutando tutte le soluzioni possibili per restituire ai cittadini campani un po’ di buongoverno, visti gli anni che hanno passato con De Luca e per scongiurare addirittura un peggioramento, con l’ipotesi di Roberto Fico governatore.
La Puglia andrà a FI? Si parla da tempo del deputato Mauro D’Attis.
Il centrodestra, da FI a FdI alla Lega, ha una classe dirigente capace, tutti sono in grado di esprimere un candidato presidente. Tutto è possibile, le soluzioni non mancano.
I tempi quali sono? Prima di Pontida, come chiede la Lega?
Vedremo, c’è ancora tempo, si vota a fine novembre in queste tre regioni, che avranno un election day.
A Chigi si è discusso anche di autonomia differenziata. Ci sarà un’accelerazione?
L’autonomia differenziata è nel programma di governo del centrodestra e fa parte del pacchetto di riforme che vogliamo consegnare all’Italia. È una grande opportunità soprattutto per le regioni del Sud, perché questa riforma consentirà a chi è capace di governare di avere più autonomia e quindi più libertà di portare a casa risultati, di far crescere la propria regione.
Alla riapertura del Parlamento si torna a discutere di legge elettorale. Che modello avete in testa per le Politiche del ‘27?
Abbiamo dimostrato che la stabilità politica è un valore irrinunciabile, cito solo un dato: in due anni con lo spread così basso abbiamo risparmiato 13 miliardi. Dunque è nostra volontà procedere con le riforme, come il premierato, e fare una legge elettorale che permetta a chiunque vincerà di avere stabilità per tutta la legislatura. È una priorità per l’Italia, non per il centrodestra. Ci sono diverse opzioni praticabili, il proporzionale con premio di maggioranza è una di queste.
Dialogherete con il Pd su questo tema?
Per definizione quando si fa una legge elettorale tutti sono chiamati a dialogare.
Nella Lega c’è fermento per il ruolo di Vannacci, temete sorpassi a destra?
Non siamo abituati a mettere il naso negli affari degli altri partiti, la Lega è un nostro alleato di ferro e insieme continueremo a lavorare per migliore la vita degli italiani. Detto questo, no, non temiamo nessun sorpasso a destra.








