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Agnes era stata desi­gnata dal cda

Il rego­la­mento. Se non ci fos­simo dimessi noi, loro sareb­bero comun­que rima­sti in carica.

Fran­ce­sco Filini, lei per FDI è capo­gruppo in com­mis­sione di Vigi­lanza Rai. Che suc­cede? Prima si sono dimesse le opposi­zioni poi voi della mag­gio­ranza.

«Adesso si rie­legge tutta la com­mis­sione dac­capo. Se non ci fos­simo dimessi noi loro sareb­bero comun­que rima­sti in carica».

Per­ché?

«Il rego­la­mento dice così. I com­mis­sari dimis­sio­nari riman­gono in carica fin­ché non ven­gono indi­cati i sosti­tuti».

Va bene. Ma adesso che suc­cede?

«Si rie­leg­gono i mem­bri della com­mis­sione e vedremo. Intanto non si potrà fare più nulla, ovvia­mente».

Ma le oppo­si­zioni si sono dimesse pro­prio per que­sto, per­ché dice­vano che la com­mis­sione era in stallo. Che voi della mag­gio­ranza la boicotta­vate.

«È una fal­sità. E lo dimo­stra il fatto che era in calen­da­rio un’audi­zione del mini­stro della Cul­tura Giuli. Mi risulta che lui avesse dato disponibi­lità per il 15 luglio».

E poi? Quali altre audi­zioni ci sono state?

«Qual­che esem­pio? L’ammin­stra­tore dele­gato, il diret­tore gene­rale, Ranucci. Poi tutte le deli­bere pro­prie della com­mis­sione di Vigi­lanza».

Roberto Gia­chetti ha fatto uno scio­pero della fame per denun­ciare lo stallo della com­mis­sione. Non le sem­bra un’evidenza anche que­sta?

«Gia­chetti ha fatto una bat­ta­glia fina­liz­zata alla riforma della Rai. Legit­tima ma non con­di­vi­si­bile. Poi chie­deva lo sblocco della com­mis­sione su una que­stione immo­bi­liare, una pro­po­sta del Pd. E di quella sarebbe venuto a par­lare il mini­stro Giuli».

Sul nome di Simona Agnes come pre­si­dente della Rai, le oppo­si­zioni dicono che lo avete posto come con­di­zione. Par­lano di ricatto da parte della mag­gio­ranza.

«Altra grande fal­sità. Simona Agnes è stata desi­gnata dal cda della Rai. Come da rego­la­mento. Il punto è che il rego­la­mento della Rai è folle».

In che senso?

«Pre­vede che per le ele­zioni del pre­si­dente della Rai ci sia la mag­gio­ranza dei due terzi dei voti sem­pre. Un’ano­ma­lia tutta dell’azienda. Persino per le ele­zioni del pre­si­dente della Repub­blica o della Corte costi­tu­zio­nale dopo un certo numero di vota­zioni la mag­gio­ranza diventa sem­plice. La sini­stra ha usato la legge come arma di ricatto».

La mia intervista su Il Corriere della Sera